La qualità di un’indagine dipende, in larga parte, dalla qualità delle informazioni raccolte. Per questo motivo, l’intervista investigativa rappresenta uno degli strumenti più importanti per acquisire elementi utili in modo metodico, evitando di influenzare il ricordo o il racconto della persona intervistata.
Secondo le linee guida del College of Policing, riferimento professionale per le forze di polizia del Regno Unito, lo scopo dell’intervista investigativa non è ottenere una confessione o confermare un’ipotesi già formulata. L’obiettivo è raccogliere un resoconto il più possibile completo, accurato e affidabile dei fatti.
Sebbene tali indicazioni siano state sviluppate per l’attività di polizia britannica, i principi di preparazione, imparzialità e corretta raccolta delle informazioni rappresentano buone pratiche metodologiche applicabili, nel rispetto delle diverse competenze previste dalla normativa, anche in altri contesti investigativi.
Intervista investigativa, interrogatorio e colloquio informativo: le differenze
Questi termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma indicano attività differenti.
- L’intervista investigativa è una tecnica strutturata finalizzata a raccogliere informazioni attraverso l’ascolto attivo e domande formulate con metodo. Lo scopo è favorire un racconto spontaneo e ridurre il rischio di influenzare la memoria dell’intervistato.
- L’interrogatorio, invece, è un atto disciplinato dalla procedura penale, svolto dai soggetti competenti e regolato da specifiche garanzie previste dalla legge. Non deve essere confuso con il colloquio svolto nell’ambito di un’attività investigativa privata, che non attribuisce all’investigatore i poteri propri dell’autorità giudiziaria o della polizia giudiziaria.
- Il colloquio informativo, infine, rappresenta una conversazione meno strutturata, utilizzata per acquisire elementi preliminari che potranno essere successivamente approfonditi nell’ambito dell’attività investigativa.
L’obiettivo è raccogliere informazioni affidabili, non ottenere conferme
Uno dei principi fondamentali richiamati dal College of Policing è che l’intervistatore non dovrebbe affrontare il colloquio con l’intenzione di ottenere conferme alle proprie ipotesi.
L’obiettivo è raccogliere informazioni accurate e affidabili, che possano essere successivamente confrontate con gli altri elementi disponibili. Per questo motivo è essenziale mantenere un approccio imparziale, evitando che convinzioni personali o aspettative influenzino il modo di condurre il colloquio.
Le informazioni ottenute devono essere valutate criticamente e, ove possibile, riscontrate attraverso ulteriori elementi investigativi.
Un’intervista efficace, quindi, non serve a dimostrare una tesi già formulata, ma a ricostruire i fatti nel modo più oggettivo possibile.
La preparazione è una fase essenziale
Un’intervista efficace inizia molto prima dell’incontro con la persona da ascoltare.
La pianificazione comprende l’analisi delle informazioni già disponibili, la definizione degli obiettivi del colloquio e la preparazione degli argomenti da affrontare. Le linee guida sottolineano anche l’importanza di predisporre un vero e proprio piano dell’intervista, così da mantenere il colloquio coerente con gli obiettivi dell’indagine.
È inoltre necessario considerare le caratteristiche dell’intervistato, come l’età, eventuali vulnerabilità, le condizioni psicofisiche, il background culturale, la necessità di un interprete o altre esigenze specifiche che possano influire sullo svolgimento del colloquio.
Una preparazione accurata permette di affrontare l’intervista in modo ordinato, professionale e rispettoso della persona intervistata.
Professionalità e rapporto di fiducia
Le linee guida sottolineano come le persone siano generalmente più propense a fornire informazioni accurate quando percepiscono professionalità, correttezza e imparzialità. Per questo motivo, l’intervistatore deve instaurare una relazione professionale, spiegando chiaramente le finalità del colloquio, ascoltando con attenzione e mantenendo un atteggiamento rispettoso durante tutta l’intervista.
Lo stile comunicativo non è un elemento secondario. Mostrarsi disponibili, sinceramente interessati e rispettosi favorisce un dialogo più efficace e contribuisce a ottenere informazioni di maggiore qualità.
Anche il luogo in cui si svolge il colloquio può incidere sulla qualità delle informazioni raccolte. Un ambiente tranquillo, riservato e con poche distrazioni favorisce la concentrazione e consente all’intervistato di ricostruire gli eventi con maggiore serenità.
Il rischio della suggestionabilità
Un aspetto particolarmente importante evidenziato dal College of Policing riguarda la suggestionabilità, ossia la possibilità che una persona venga influenzata da ciò che ritiene che l’intervistatore voglia sentirsi dire.
Non tutte le persone sono suggestionabili nello stesso modo. Bambini, soggetti vulnerabili o persone con particolari difficoltà possono essere maggiormente influenzati dalle modalità con cui vengono poste le domande. Richiedono quindi particolari attenzioni durante il colloquio.
Per questo motivo, l’intervistatore deve evitare qualsiasi comportamento che possa orientare il racconto, creando le condizioni affinché la persona riferisca spontaneamente ciò che ricorda.
L’importanza delle domande
Il modo in cui vengono formulate le domande può influenzare significativamente la qualità delle informazioni ottenute.
Le linee guida raccomandano di iniziare il colloquio con domande aperte, ad esempio invitando la persona a raccontare liberamente ciò che è accaduto. Questo approccio consente di ottenere un resoconto più spontaneo e meno influenzato dall’intervistatore. Successivamente possono essere utilizzate domande più specifiche per chiarire o approfondire aspetti già emersi durante il racconto.
Al contrario, le domande suggestive, quelle a risposta forzata o formulate in modo da contenere già un’ipotesi possono influenzare la memoria dell’intervistato e compromettere l’affidabilità delle informazioni raccolte.
L’obiettivo dell’intervista non è guidare il racconto, ma consentire alla persona di ricostruire gli eventi nel modo più completo e accurato possibile.
Il modello PEACE
Le linee guida del College of Policing individuano nel modello PEACE il principale riferimento metodologico per la conduzione delle interviste investigative.
Il modello si articola in cinque fasi:
- Planning and Preparation (pianificazione e preparazione);
- Engage and Explain (coinvolgimento e spiegazione);
- Account, Clarification and Challenge (acquisizione del racconto, chiarimenti e approfondimenti);
- Closure (chiusura);
- Evaluation (valutazione).
Non si tratta semplicemente di una sequenza di passaggi, ma di un metodo che aiuta l’intervistatore a pianificare il colloquio, raccogliere le informazioni in modo ordinato, approfondire eventuali aspetti rilevanti e valutare successivamente quanto emerso.
L’obiettivo è ridurre improvvisazioni, omissioni e possibili condizionamenti, garantendo un approccio metodico durante l’intera intervista.
La verifica delle informazioni
L’intervista investigativa non si conclude con il termine del colloquio.
Le informazioni ottenute devono essere analizzate nel contesto dell’intera attività investigativa e confrontate con gli altri elementi disponibili. Il resoconto dell’intervistato rappresenta infatti un’importante fonte di informazioni, ma deve essere valutato criticamente e, ove possibile, verificato attraverso ulteriori riscontri.
La fase finale di valutazione consente di comprendere come le informazioni raccolte si inseriscano nel quadro complessivo dell’indagine. Permette inoltre di individuare eventuali conferme, incongruenze o nuovi spunti investigativi da approfondire.
È proprio questo approccio, fondato su preparazione, imparzialità, ascolto, verifica e valutazione delle informazioni, che consente di raccogliere elementi utili all’attività investigativa senza compromettere la qualità del racconto.