Questo testo vuole analizzare l’articolo “Artificial Intelligence in Criminal Investigation” di Yusep Mulyana e Subarsyah Subarsyah, pubblicato sulla rivista International Journal of Law, Crime and Justice – novembre 2024 (Vol. 1, n. 4).
L’articolo esamina e approfondisce l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle investigazioni criminali da parte delle forze dell’ordine e per prevedere e, quindi, prevenire la commissione di reati nelle zone considerate ad alto rischio.

Introduzione

L’intelligenza artificiale ha avuto un ampio impatto in vari settori della vita, tra cui quello delle investigazioni criminali. Difatti, questa tecnologia è in grado di analizzare un grande quantitativo di dati, rilevare anomalie e generare previsioni. Questa sua funzione va a facilitare e accelerare le indagini penali.
L’intelligenza artificiale ha molteplici utilizzi nell’ambito delle indagini penali, tra i quali:

  • Analisi forense digitale: in grado di analizzare le tracce lasciate dagli autori di un reato nel cyberspazio.
  • Analisi facciale: va a comparare il volto del criminale con i database presenti per identificare il soggetto. La stessa viene utilizzata anche per riconoscere il criminale in luoghi pubblici registrati da telecamere di sorveglianza (CCTV).
  • Analisi dei dati del DNA: analisi rapida dei campioni di DNA rinvenuti sulla scena del crimine. Attraverso le informazioni genetiche del DNA, l’intelligenza artificiale è in grado di ricostruire l’aspetto facciale di una persona.
  • Analisi predittiva: l’intelligenza artificiale, attraverso l’analisi di dati storici, può prevedere la probabilità che in un determinato luogo si commetta un reato, favorendo la prevenzione dello stesso.

Comprendere l’Intelligenza Artificiale

L’intelligenza artificiale è una branca dell’informatica che si concentra sullo sviluppo di sistemi o macchine in grado di imitare l’intelligenza umana, come il pensiero, l’apprendimento e la risoluzione di problemi. L’IA consente alle macchine di eseguire compiti che normalmente richiederebbero l’intelligenza umana, come il riconoscimento vocale, la visione, l’analisi dei dati, il processo decisionale e la risoluzione di problemi.
Gli agenti delle forze dell’ordine nel processo investigativo, nell’ambito delle indagini penali, utilizzano l’intelligenza artificiale per l’analisi delle prove e nella gestione delle informazioni relative ai casi penali.
L’IA nel diritto e nel crimine svolge un ruolo nell’aumentare l’efficienza nella raccolta delle prove, nel ridurre l’errore umano nell’analisi dei dati e nell’aiutare a identificare e arrestare i criminali più rapidamente.

Esistono diversi tipi di intelligenza artificiale che, secondo gli Autori, possono essere così raggruppati:

  1. Apprendimento automatico (Machine Learning): Questo sottocampo dell’intelligenza artificiale permette di apprendere dai dati senza essere specificatamente programmati. In ambito penale viene utilizzato al fine di riconoscere modelli di comportamento criminale attraverso l’analisi di dati. Inoltre, lo studio dei dati può aiutare a prevedere le aree a rischio di criminalità, al fine di aumentare i pattugliamenti in queste aree per evitare la commissione di reati.
  2. Apprendimento profondo (Deep Learning)
    Questa branca tende ad analizzare dati attraverso l’utilizzo di reti neurali artificiali. In ambito penale viene utilizzata al fine di riconoscimenti facciali e per riconoscere oggetti all’interno di filmati. Viene utilizzata, inoltre, nell’analisi forense digitale per il riconoscimento di modelli vocali o di testo.
  3. Reti neurali (Artificial Neural Network)
    Questi sono sistemi informatici che imitano il modo in cui il cervello umano elabora le informazioni. In ambito penale vengono utilizzate per il riconoscimento di immagini, l’analisi di un testo e le analisi del DNA. Si utilizzano per analizzare e-mail, messaggi di testo o anche conversazioni telefoniche.
  4. Elaborazione del linguaggio naturale (Natural Language Processing)
    È una tecnologia che consente di comprendere, analizzare e manipolare il linguaggio umano. In ambito penale viene utilizzata al fine di analizzare immagini e video della scena del crimine per individuare oggetti, volti o attività che si stanno svolgendo.
  5. Polizia predittiva (Predictive Policing)
    Questa tecnologia serve a prevedere i futuri crimini attraverso l’analisi di dati storici e di tendenze della criminalità. Analizzando i vari dati presenti si può comprendere quali sono le aree a maggior rischio di criminalità.

Cos’è un’indagine penale

Un’indagine penale è un processo sistematico svolto da agenti delle forze dell’ordine per raccogliere, analizzare e presentare prove relative a un crimine. La raccolta di prove, siano esse fisiche o non fisiche (testimonianze), deve avvenire in modo preciso al fine di non compromettere il buon esito dell’indagine.
Dopo che gli agenti hanno proceduto alla raccolta delle prove, le stesse verranno analizzate per verificare possibili collegamenti tra esse. Durante l’analisi delle prove possono essere utilizzati diversi sistemi tecnologici da parte degli agenti.

Risultati e discussione

L’intelligenza artificiale ha permesso che le indagini penali vengano compiute in modo più accurato e preciso, facilitando il lavoro delle forze dell’ordine nell’analisi, gestione e comparazione di un numero enorme di dati.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale, inoltre, riduce il rischio di errore umano. Difatti, gli investigatori potrebbero essere influenzati da fattori quali affaticamento, pregiudizi o stress che potrebbero compromettere un’analisi lucida dei dati in loro possesso.
Anche l’intelligenza artificiale però non è priva di problematiche. Essa potrebbe essere influenzata da pregiudizi nei dati di addestramento che potrebbero portare a esiti ingiusti e a potenziali discriminazioni. L’intelligenza artificiale, pertanto, potrebbe incappare in problematiche etiche e tecniche che potrebbero compromettere un suo regolare utilizzo in ambito penale. Le problematiche etiche riguardano in particolar modo la privacy, dovuta a un’eccessiva sorveglianza della popolazione, e l’equità. Le problematiche tecniche concernono l’accuratezza della tecnologia utilizzata. Difatti, attualmente la tecnologia non è ancora del tutto accurata e questo, soprattutto attraverso i “falsi” riconoscimenti facciali, potrebbe comportare l’arresto di soggetti in realtà estranei al fatto.
Al fine di evitare di incappare in queste problematiche si dovrebbero introdurre regolamenti chiari e rigorosi riguardo alle limitazioni dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito penale. Si devono, inoltre, attuare regolamenti trasparenti che indichino esplicitamente i dati che possono essere raccolti dall’intelligenza artificiale e come gli stessi possono essere utilizzati dalle forze dell’ordine. Inoltre, per la problematica tecnica bisogna continuare a sviluppare e utilizzare l’intelligenza artificiale ma affiancandola a metodi tradizionali di investigazione e, soprattutto, attraverso una verifica precisa da parte dell’agente di polizia per evitare errori da parte della macchina.

Conclusioni

È stato dimostrato che l’intelligenza artificiale migliora significativamente l’efficienza e l’accuratezza delle indagini penali.
Sebbene ci siano sfide etiche e tecniche, la giusta applicazione dell’IA, supportata da una regolamentazione adeguata e da una formazione completa, può rafforzare l’efficacia delle indagini senza sacrificare i valori di giustizia e i diritti umani. L’IA è uno strumento essenziale per superare le sfide delle indagini moderne nell’era digitale.

Riferimenti bibliografici

Autori
Yusep Mulyana e Subarsyah Subarsyah
Anno
2024
Titolo originale
Artificial Intelligence in Criminal Investigation
Rivista
International Journal of Law, Crime and Justice
Volume
1
Pagine / ID articolo
4