La scienza forense in Indonesia sta diventando sempre più centrale nelle indagini criminali, soprattutto per reati complessi come cybercrime, terrorismo e frodi finanziarie. Secondo uno studio recente di Bakthiar, Ilyas e Kholiq (2025), l’applicazione dei metodi di indagine scientifica è essenziale per rafforzare le prove e ridurre gli errori giudiziari.

Lo studio recente ha analizzato l’applicazione dei metodi scientifici di indagine in Indonesia, confrontando il quadro normativo nazionale con quello internazionale.

Quadro normativo della scienza forense in Indonesia

Negli ultimi anni l’Indonesia ha introdotto diverse riforme: il Codice di Procedura Penale (KUHAP) riconosce la validità delle consulenze tecniche, la legge sull’informazione elettronica (UU ITE) equipara i dati digitali alle prove scritte, e i regolamenti della Polizia (PERKAP) hanno fissato procedure per la raccolta e l’analisi delle prove.

Tuttavia, l’applicazione resta disomogenea. Mancano laboratori moderni, gli investigatori hanno formazione limitata e spesso i tribunali continuano a privilegiare le testimonianze orali rispetto ai referti scientifici.

Il peso dei numeri

Tra il 2022 e settembre 2024 sono stati registrati oltre 1 milione di reati. Le aree più colpite: Giacarta (170.712 casi), Sumatra Utara (136.722) e Sulawesi Meridionale (96.456).

Nella capitale, oltre il 56% delle indagini si è avvalso di tecniche forensi, soprattutto per furti, falsificazioni e crimini transnazionali. A Sulawesi, invece, la percentuale scende al 13,9%, quasi tutta concentrata nei casi di narcotraffico. Una disparità che mette in luce un Paese diviso tra Ovest più avanzato ed Est ancora arretrato.

Sfide e ostacoli dagli investigatori

Tredici ufficiali di polizia intervistati hanno confermato l’importanza delle prove scientifiche: più oggettive, difficilmente contestabili e decisive nei casi complessi. Tuttavia, hanno denunciato problemi strutturali: prove spesso contaminate o danneggiate, carenza di esperti, strumenti obsoleti.

Le loro proposte: più formazione, investimenti in laboratori, regolamenti chiari e collaborazione con esperti esterni.

L’applicazione pratica delle prove forensi

Le prove forensi possono assumere forme diverse: DNA, impronte digitali, documenti, residui chimici, dati digitali. Ogni disciplina ha un ruolo specifico: la balistica collega armi e colpi, l’odontologia identifica vittime, l’informatica segue le tracce online.

Il loro valore è triplice: ricostruiscono i fatti in modo oggettivo, rafforzano altre evidenze e riducono drasticamente il rischio di errori giudiziari.

Il confronto internazionale

All’estero, la scienza forense gode di maggior riconoscimento istituzionale. Nel Regno Unito opera un’autorità indipendente che vigila sugli standard dei laboratori. Negli Stati Uniti il sistema si avvale di banche dati imponenti come il CODIS, nonostante scandali e disomogeneità tra Stati. La Corea del Sud ha investito in tecnologie digitali e intelligenza artificiale, pur affrontando tensioni legate alla privacy.

L’Indonesia, invece, resta indietro: mancano esperti qualificati, standard unici e soprattutto un ente nazionale indipendente che coordini il settore.

Il futuro della giustizia indonesiana

Per colmare il divario con i Paesi più avanzati, gli esperti propongono una riforma organica: istituire un’agenzia forense nazionale, rendere obbligatorio l’uso di prove scientifiche in tutte le indagini, modernizzare i laboratori e formare investigatori e magistrati.

Solo così la scienza forense in Indonesia potrà diventare un pilastro della giustizia, non un supporto occasionale.