L’articolo riassume lo studio di Eric Beauregard e Melissa Martineau (2015), intitolato “An application of CRAVED to the choice of victim in sexual homicide: a routine activity approach”.
Lo studio di Beauregard e Martineau analizza l’applicazione del modello CRAVED omicidio sessuale per comprendere come gli aggressori scelgono le vittime e come le attività di routine influenzino le opportunità criminali.
Contesto e teoria dell’Attività di Routine
L’omicidio sessuale è un crimine raro, ma riceve grande attenzione pubblica per la sua apparente casualità. Sebbene la maggior parte delle vittime sia composta da donne adulte, alcuni aggressori prendono specificamente di mira i bambini.
La scelta della vittima influenza profondamente il comportamento dell’aggressore durante l’evento criminale. Studi precedenti hanno mostrato risultati contrastanti: alcuni hanno evidenziato differenze comportamentali tra aggressori di bambini e di adulti (ad esempio, minore uso di alcol o droghe e maggiore incidenza di abusi precedenti tra i primi), mentre altri hanno riscontrato somiglianze generali, ma differenze nelle fasi di preparazione e modus operandi.
Queste differenze possono essere comprese attraverso la Teoria dell’Attività di Routine (Routine Activity Theory, RAT), secondo cui il crimine nasce dalla convergenza nello spazio e nel tempo di tre elementi:
- un aggressore motivato,
- un obiettivo idoneo,
- l’assenza di un guardiano capace.
L’idoneità della vittima è determinata dal suo valore percepito, dalla probabilità di successo e dalla facilità di accesso.
Il Modello CRAVED e la selezione della vittima
Il modello CRAVED omicidio sessuale (Concealable, Removable, Available, Valuable, Enjoyable, Disposable – Occultabile, Rimovibile, Disponibile, di Valore, Piacevole, Smaltibile) è un’evoluzione del precedente modello VIVA di Cohen e Felson (1979).
Originariamente sviluppato per spiegare i furti di “prodotti caldi” (hot products), è stato successivamente adattato da Michael Felson (2002) anche a bersagli umani nei crimini predatori, inclusi quelli sessuali.
Un aggressore violento, infatti, deve poter occultare l’atto, muoversi in sicurezza, scegliere una vittima accessibile e di valore nella propria mente, trarre piacere dall’azione e smaltire eventuali prove.
Metodologia dello studio di Beauregard e Martineau
Lo studio ha analizzato 350 casi di omicidio sessuale avvenuti in Canada tra il 1948 e il 2010, includendo 79 vittime minorenni (età media: 13 anni) e 271 vittime adulte (età media: 32 anni). Tutti gli aggressori erano uomini.
La definizione di omicidio sessuale si basa sui criteri dell’FBI, che considerano elementi come attività o motivazione sessuale, nudità o posizionamento del corpo.
L’età della vittima è stata classificata in due categorie: bambini (≤ 16 anni) e adulti (≥ 17 anni).
Gli indicatori CRAVED sono stati adattati per l’omicidio sessuale:
- Occultabile: difficoltà di identificazione (consapevolezza forense, uso di coercizione, corpo nascosto, caso irrisolto, giorni per il ritrovamento).
- Rimovibile: facilità di spostamento (vittima esile o vulnerabile, uso di armi, corpo lasciato in residenza).
- Disponibile: accessibilità della vittima (presenza in casa o all’aperto, uso dell’inganno, contatto in luoghi residenziali).
- Piacevole: gratificazione sessuale (atti come sesso vaginale o anale, pestaggio legato a fantasie devianti).
- Smaltibile: facilità di controllo o eliminazione della vittima (uso di strangolamento o accoltellamento, vittima sconosciuta).
Risultati principali dell’analisi CRAVED
L’analisi statistica ha evidenziato diverse correlazioni tra le variabili CRAVED e la scelta della vittima.
Gli aggressori di adulti tendevano a scegliere vittime esili, spesso sotto l’effetto di sostanze, e a lasciare il corpo in una residenza.
Gli aggressori di bambini, invece, tendevano a colpire vittime trovate a casa o in strada, spesso utilizzando lo strangolamento come metodo di uccisione.
I fattori più predittivi sono risultati quelli legati ai componenti Rimovibile e Disponibile.
Gli indicatori relativi al piacere e allo smaltimento, invece, non hanno mostrato un peso statistico rilevante nel modello finale.
Analisi supplementari sugli aggressori
In un sottocampione di casi risolti, gli autori hanno riscontrato che gli aggressori con collezioni sessuali o comportamenti parafilici tendevano a prendere di mira i bambini. Questi elementi indicano differenze non solo nella preferenza sessuale, ma anche nel processo decisionale che porta alla selezione della vittima.
Discussione e implicazioni per le indagini
Lo studio dimostra che gli aggressori sessuali adattano il loro comportamento al tipo di vittima scelta, e che tale adattabilità è influenzata dalle attività di routine delle vittime stesse.
- Vittime bambine: sono più facilmente reperibili in casa o nelle vicinanze, e spesso vivono con adulti. La loro esposizione e la vicinanza agli aggressori aumentano la probabilità di incontro.
- Vittime adulte: la selezione avviene invece in base alla fisicità e alla facilità di sopraffazione, preferendo individui di corporatura minuta.
L’applicazione del modello CRAVED offre una prospettiva innovativa: sposta l’attenzione dalla sola preferenza sessuale dell’aggressore alla struttura delle opportunità criminali, spiegando in modo più completo le dinamiche di scelta della vittima.
Rilevanza per le agenzie investigative
Questa ricerca è particolarmente utile per le agenzie di investigazioni private e per chi si occupa di analisi criminale e profilazione comportamentale. Per le agenzie investigative, conoscere il modello CRAVED omicidio sessuale è fondamentale per prevenire crimini e supportare analisi comportamentali affidabili.
Il modello CRAVED fornisce una griglia di lettura operativa per comprendere le logiche di selezione della vittima, individuare pattern ricorrenti e riconoscere i fattori di rischio situazionali che rendono una persona o un contesto più vulnerabile.
Per un investigatore, conoscere questi meccanismi significa poter:
- ricostruire con maggiore precisione le dinamiche pre-offensiva e post-offensiva,
- identificare coerenze comportamentali tra casi simili,
- contribuire alla prevenzione situazionale attraverso l’analisi di ambienti, routine e vulnerabilità.
In questo senso, l’articolo non è solo un contributo accademico, ma uno strumento utile per comprendere come e perché certi bersagli vengono scelti, fornendo un supporto concreto alle indagini e alla sicurezza preventiva.