La Bloodstain Pattern Analysis (BPA), ovvero l’analisi delle tracce di sangue, rappresenta una delle principali discipline della scienza forense utilizzate per ricostruire la dinamica di un evento.

Attraverso lo studio della forma, delle dimensioni, della distribuzione e delle caratteristiche delle macchie di sangue, gli esperti possono formulare ipotesi sulle modalità con cui si è verificato un fatto, sulla posizione delle persone coinvolte e sulla sequenza degli eventi. Questa disciplina viene impiegata in ambito giudiziario da oltre un secolo e mezzo. Negli ultimi decenni, tuttavia, è stata oggetto di un crescente processo di validazione scientifica, volto a valutarne affidabilità, riproducibilità e limiti.

Lo studio del National Institute of Justice

Nel 2022 il National Institute of Justice (NIJ) ha pubblicato un approfondimento dedicato ai risultati del più ampio studio mai realizzato sull’accuratezza e sulla riproducibilità della Bloodstain Pattern Analysis. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Forensic Science International, è stata condotta da un gruppo di ricercatori di Noblis con il finanziamento dello stesso NIJ.

L’obiettivo dello studio era verificare quanto fossero accurate e riproducibili le conclusioni formulate dagli analisti nell’osservazione delle stesse tracce di sangue. Per farlo è stato utilizzato un cosiddetto “black box study”, una metodologia impiegata per valutare discipline che dipendono principalmente dal giudizio umano.

In questo tipo di ricerca non viene analizzato il processo mentale seguito dall’esperto per arrivare alla conclusione, ma esclusivamente il risultato finale. Quest’ultimo viene confrontato con la causa nota della traccia oppure con le valutazioni degli altri analisti.

Come è stato condotto lo studio

Alla ricerca hanno partecipato 75 analisti di Bloodstain Pattern Analysis provenienti da 14 Paesi. La maggior parte svolgeva regolarmente attività forense e aveva già testimoniato in tribunale come esperto.

Complessivamente sono stati esaminati 192 pattern di macchie di sangue, provenienti sia da esperimenti controllati sia da casi reali. Ogni partecipante ha analizzato 150 configurazioni assegnate in modo casuale. Lo studio ha prodotto oltre 33.000 risposte e più di 1.700 valutazioni testuali, rendendolo il più esteso mai realizzato su questa disciplina.

Gli analisti dovevano classificare le tracce, rispondere a domande sulla loro origine e descrivere le proprie conclusioni.

Quando la causa della macchia era nota, i ricercatori hanno potuto confrontare direttamente le risposte con la realtà dei fatti. Negli altri casi hanno invece valutato il livello di concordanza tra gli esperti.

I risultati

I risultati mostrano che la Bloodstain Pattern Analysis costituisce uno strumento prezioso per la ricostruzione degli eventi, ma evidenziano anche alcuni limiti legati alla componente interpretativa della disciplina.

Per i pattern di cui era nota l’origine, circa l’11% delle conclusioni formulate dagli analisti non corrispondeva alla causa reale della traccia. Inoltre, confrontando le valutazioni dei partecipanti, i ricercatori hanno osservato che due analisti potevano giungere a conclusioni tra loro contraddittorie in circa il 7,8% dei confronti. Questo dato dimostra che la riproducibilità delle valutazioni non è sempre elevata.

Un elemento interessante riguarda il consenso tra gli esperti. Quando oltre il 95% degli analisti concordava sulla stessa interpretazione, questa risultava sempre corretta nei casi in cui la causa della traccia era conosciuta.

Al contrario, le maggiori difficoltà emergevano nelle situazioni più complesse o ambigue, nelle quali le interpretazioni risultavano più variabili.

Lo studio ha inoltre evidenziato che alcuni errori tendevano a essere condivisi da più analisti. In altre parole, quando veniva formulata un’interpretazione errata, non era raro che anche un secondo esperto giungesse alla stessa conclusione.

Questo dimostra come determinate configurazioni possano risultare particolarmente difficili da interpretare.

Il problema della terminologia

Uno degli aspetti più significativi emersi dalla ricerca riguarda la terminologia utilizzata nella disciplina.

Secondo gli autori, molte delle differenze tra le conclusioni degli analisti non dipendevano necessariamente da una diversa interpretazione della scena, ma dall’assenza di un linguaggio completamente condiviso. Alcune categorie di macchie di sangue presentano infatti definizioni che possono essere interpretate in modo diverso oppure confini poco netti tra una classificazione e l’altra. Questa mancanza di uniformità può portare due professionisti a descrivere la stessa traccia con termini differenti, pur osservando gli stessi elementi. Per questo motivo, gli autori sottolineano la necessità di sviluppare standard sempre più condivisi, così da migliorare la coerenza delle valutazioni e la riproducibilità delle conclusioni.

I ricercatori hanno inoltre osservato che alcune conclusioni venivano espresse con un grado di certezza superiore rispetto a quanto consentito dai dati disponibili. Anche questo aspetto evidenzia l’importanza di comunicare le valutazioni tecniche in modo proporzionato al livello di evidenza realmente osservabile.

Come interpretare questi risultati

Gli stessi autori invitano a leggere i risultati con cautela.

Lo studio, infatti, non misura il tasso di errore operativo della Bloodstain Pattern Analysis.

Gli analisti hanno lavorato esclusivamente su fotografie delle tracce di sangue, senza poter osservare direttamente la scena del crimine. Non conoscevano inoltre il contesto investigativo e non disponevano di tutte le informazioni normalmente disponibili durante un’indagine reale.

Non sono state considerate neppure le procedure di controllo qualità e di revisione tecnica che caratterizzano il lavoro svolto nei laboratori forensi.

Di conseguenza, le percentuali osservate nello studio non possono essere generalizzate a tutti i casi pratici. Rappresentano però una base scientifica utile per comprendere i punti di forza della disciplina e individuare gli aspetti che possono essere ulteriormente migliorati.

Conclusioni

La Bloodstain Pattern Analysis continua a rappresentare uno strumento fondamentale nella ricostruzione della dinamica degli eventi violenti e costituisce un importante supporto per le attività investigative e giudiziarie.

Lo studio promosso dal National Institute of Justice non mette in discussione il valore della disciplina. Evidenzia però come, al pari di molte altre tecniche forensi basate sull’interpretazione dell’esperto, essa possa beneficiare di una sempre maggiore standardizzazione dei metodi, di una terminologia condivisa e di una comunicazione più rigorosa del grado di certezza delle conclusioni.

In questo senso, la ricerca rappresenta un passo importante verso una BPA sempre più solida dal punto di vista scientifico, trasparente e riproducibile. Contribuisce così a rafforzare l’affidabilità di uno degli strumenti più utilizzati nella ricostruzione della scena del crimine.

Riferimenti bibliografici

Autori
R. A. Hicklin, K. R. Winer, P. E. Kish, C. L. Parks, W. Chapman, K. Dunagan, N. Richetelli, E. G. Epstein, M. A. Ausdemore, T. A. Busey
Anno
2019
Titolo originale
Accuracy and reproducibility of conclusions by forensic bloodstain pattern analysts
Rivista
Forensic Science International
Volume
325
Pagine / ID articolo
110856
Database
ScienceDirect
DOI
https://doi.org/10.1016/j.forsciint.2021.110856