Bennett e R. Wright, autori del libro Burglars and Burglary: Prevention and the Offender, hanno condotto un’analisi volta a individuare i fattori situazionali che influenzano la commissione di furti con scasso nelle abitazioni  e a valutare le possibili strategie deterrenti che gli Stati potrebbero adottare per ridurne l’incidenza.

L’indagine criminologica è stata condotta tramite interviste a circa 300 soggetti detenuti per furto con scasso, seguite da un’analisi comparativa delle risposte fornite.

Motivazioni e decisione dei ladri nei furti con scasso

I primi teorici dell’approccio situazionale hanno evidenziato come i fattori ambientali possano influenzare la scelta di compiere un crimine.

I detenuti intervistati hanno dichiarato che alla base della decisione di delinquere vi erano diverse motivazioni. Le principali sono le seguenti:

  1. Motivazioni strumentali: molti soggetti affermano di aver commesso reati esclusivamente per ottenere denaro, impiegato poi per soddisfare bisogni primari o acquistare droghe o alcol.
  2. Influenza di altri individui: alcuni intervistati dichiarano di essere stati trascinati da altre persone o di aver agito su impulso del gruppo.
  3. Occasioni fortuite: alcuni ladri affermano di aver colto l’opportunità dopo aver notato casualmente un obiettivo vulnerabile durante attività quotidiane o averne appreso l’esistenza da altri.
  4. Assenza di motivazioni specifiche: alcuni dichiarano di delinquere abitualmente, senza una causa scatenante consapevole.
  5. Bisogni espressivi: in alcuni casi, il furto era una risposta a stati di depressione, noia o bisogno di eccitazione.
  6. Influenza dell’alcol: diversi autori di reati riferiscono che l’assunzione di alcol ha abbassato le loro inibizioni, favorendo l’azione criminale.

Questi fattori, spesso concomitanti, evidenziano che la maggior parte degli intervistati era consapevole delle proprie azioni, in contrasto con l’impostazione della criminologia positiva, secondo cui i criminali agirebbero spinti da fattori esterni al loro controllo e senza autodeterminazione.

Pianificazione e strategie nei furti con scasso

Gli autori hanno chiesto quanto tempo intercorresse tra la decisione di commettere il reato e la sua esecuzione. Le risposte sono state suddivise in tre categorie:

  1. Reati opportunistici: pochi soggetti affermano di aver colto un’occasione immediata per agire, senza premeditazione.
  2. Ricerca dell’obiettivo: circa la metà dichiara di effettuare una selezione attiva di bersagli, spostandosi in zone residenziali considerate redditizie.
  3. Reati pianificati: oltre la metà afferma di aver pianificato i furti in modo dettagliato, attendendo il momento più opportuno per agire.

La selezione del bersaglio

Attraverso la visione di video raffiguranti diverse abitazioni con o senza misure di sicurezza, gli autori hanno esaminato i criteri adottati dai ladri per scegliere un obiettivo.

I principali fattori che rendevano una casa “attraente” erano:

  1. Copertura visiva: presenza di siepi, alberi o altri elementi che impedissero la visibilità.
  2. Distanza dalle altre abitazioni: il timore di essere notati dai vicini era rilevante.
  3. Esposizione alla strada: le case troppo visibili venivano scartate.
  4. Presenza di persone: luci accese o auto parcheggiate dissuadevano dall’agire.
  5. Vie di fuga: l’esistenza di uscite secondarie era considerata un vantaggio.
  6. Porte sul retro: spesso ritenute più vulnerabili.
  7. Presenza di cani: considerata un rischio, sia per l’allarme che per la possibilità di aggressione.
  8. Aspetto esteriore: le case curate e ben tenute venivano considerate più “profittevoli” rispetto a quelle trasandate.
  9. Sistemi di allarme: rappresentavano un deterrente, soprattutto se visibili.

In generale, i fattori più temuti erano la possibilità di essere visti e la presenza di persone all’interno.

Alla domanda su cosa li avesse fermati in certe occasioni, la maggior parte degli intervistati ha risposto di essersi semplicemente “sentita” in pericolo, piuttosto che essere stata dissuasa da fattori specifici. Tuttavia, alcuni hanno ammesso di aver corso comunque rischi significativi, mossi dalla brama di guadagno o dall’adrenalina.

Questi risultati confermano l’eterogeneità del profilo del ladro con scasso e la variabilità dei fattori deterrenti per ciascuno.

La deterrenza

L’ultima parte dell’analisi si concentra sull’efficacia della deterrenza penale. Gli autori hanno esplorato cinque dimensioni:

  1. Percezione del rischio di cattura: la maggioranza non si aspettava di essere arrestata, o cercava di convincersi che ciò non sarebbe accaduto.
  2. Rischio a lungo termine: anche in prospettiva, pochi ritenevano probabile un arresto futuro.
  3. Modalità di cattura: alcuni furono colti in flagrante, altri identificati grazie a testimoni o impronte.
  4. Aspettative sulla pena: molti si aspettavano pene più severe di quelle effettivamente ricevute; pochi avevano un’idea chiara delle sanzioni previste.
  5. Reazione emotiva alla condanna: solo un terzo temeva la pena detentiva. I più giovani temevano più la delusione dei familiari che la condanna stessa. Alcuni accettavano la pena come parte del “gioco”.

Motivazioni principali e secondarie dei furti con scasso

L’utilità personale del crimine è parte integrante del processo di deterrenza. La visione utilitaristica del comportamento umano si basa sul presupposto che le persone decidano di agire valutando sia i costi che i benefici.

Gli autori hanno chiesto agli intervistati le motivazioni che li hanno portati a commettere i furti con scasso. Le loro risposte si possono così schematizzare:

  1. Motivazioni principali: il maggior numero di risposte poneva alla base della motivazione a delinquere due ragioni principali, cioè il bisogno di denaro e il bisogno di eccitazione.
  2. Motivazioni collaterali: alle ragioni principali nella maggior parte dei casi si aggiungevano delle ragioni collaterali e accessorie, cioè la necessità di battere il sistema, la necessità di sentirsi importanti, ottenere uno stile di vita agiato e l’assenza di volontà o di possibilità di svolgere un lavoro regolare.

Conclusioni e strategie di prevenzione dei furti con scasso

Bennett e Wright concludono che la maggior parte dei furti con scasso è premeditata, ma i fattori situazionali possono comunque influenzare la decisione finale. La prevenzione situazionale si basa sull’assunto che i trasgressori siano attori razionali e consapevoli. I risultati confermano una certa razionalità e lucidità nel processo decisionale dei soggetti.

I programmi di prevenzione dovrebbero basarsi su una maggiore comprensione del comportamento dei trasgressori. I fattori situazionali più efficaci sembrano essere l’occupazione dell’abitazione e la sorveglianza attiva.

Per avere successo i futuri programmi di prevenzione dei furti con scasso devono essere percepiti dai potenziali trasgressori come vincoli a crimine e devono essere percepiti dalle potenziali vittime come un mezzo necessario ed accettabile per raggiungere questo scopo.

Per approfondire l’argomento, vi invitiamo alla lettura del libro “Burglars and Burglary: Prevention and the Offender” di T. Bennett e R. Wright.