Un granello di polline può contribuire a ricostruire gli spostamenti di una persona? Può collegare un indumento a un luogo o aiutare gli investigatori a verificare una dichiarazione?
La risposta arriva dalla palinologia forense, una disciplina scientifica poco conosciuta che studia pollini e spore come possibili tracce nelle indagini criminali.
Minuscoli, spesso invisibili a occhio nudo e facilmente trasferibili, questi elementi naturali possono conservare informazioni preziose sui luoghi attraversati da persone e oggetti.
La palinologia forense: cosa possono raccontare i pollini?
Ogni ambiente presenta una determinata composizione vegetale, influenzata dal territorio, dal clima e dalle stagioni.
I granelli di polline possiedono caratteristiche morfologiche che permettono, attraverso l’analisi microscopica, di riconoscere diversi gruppi di piante.
Confrontando i pollini rinvenuti su indumenti, calzature o veicoli con quelli raccolti in un determinato ambiente, gli specialisti possono individuare compatibilità utili alle indagini.
Non si tratta di identificare automaticamente un luogo preciso, ma di ricostruire possibili collegamenti geografici attraverso tracce biologiche.
Un caso reale: il polline che contribuì a identificare un responsabile
Un caso documentato in Nuova Zelanda dimostra concretamente l’utilità di questa tecnica.
Due uomini si introdussero in un’abitazione, dove si trovava una donna. Durante la fuga, uno degli intrusi entrò in contatto con un arbusto fiorito del genere Hypericum, situato vicino all’ingresso.
Successivamente, gli investigatori sottoposero gli indumenti di un sospettato ad analisi palinologica.
I risultati evidenziarono quantità particolarmente elevate di polline di Hypericum: il 24% dei granelli esaminati sulla giacca di jeans e il 27,5% su una maglietta.
Le caratteristiche dei pollini risultarono compatibili con quelle dei campioni prelevati dalla pianta presente sulla scena.
Lo studio, pubblicato nel 2006 sulla rivista scientifica Forensic Science International, documenta che questi risultati, valutati insieme alle altre prove raccolte, contribuirono alla condanna dell’uomo per furto in abitazione e aggressione sessuale.
Il caso Baby Doe: i pollini per orientare le ricerche
Un’altra applicazione significativa risale al 2015, quando il corpo di una bambina non identificata fu rinvenuto sull’isola di Deer Island, nei pressi di Boston, negli Stati Uniti.
La piccola, inizialmente conosciuta come Baby Doe, venne successivamente identificata come Bella Bond.
Gli specialisti analizzarono i pollini presenti sugli indumenti e sugli oggetti associati al ritrovamento, individuando elementi compatibili con la vegetazione dell’area di Boston, in particolare con quella presente nei dintorni dell’Arnold Arboretum.
L’analisi contribuì a restringere l’area geografica delle ricerche, fornendo un ulteriore elemento investigativo.
Il caso, approfondito in uno studio pubblicato nel 2019 su Forensic Science International, dimostra come la palinologia possa aiutare gli investigatori anche quando non è ancora nota l’identità della vittima.
Una traccia scientifica, non una prova assoluta
Nonostante le sue potenzialità, la palinologia forense presenta limiti importanti.
I pollini possono essere trasportati dal vento, depositarsi indirettamente sugli oggetti o provenire da ambienti differenti. La loro presenza non dimostra quindi, da sola, che una persona si sia trovata in un determinato luogo.
Per questo motivo, i risultati devono essere interpretati nel contesto dell’indagine e confrontati con ulteriori elementi probatori.
La scienza forense non si limita alle impronte digitali, al DNA o alle tracce tecnologiche. A volte, anche un elemento naturale apparentemente insignificante può contribuire alla ricostruzione di un evento.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dell’investigazione: imparare a riconoscere il valore di ciò che, a prima vista, potrebbe passare completamente inosservato.
Fonti scientifiche
- Mildenhall D.C. (2006), Hypericum pollen determines the presence of burglars at the scene of a crime: An example of forensic palynology. Forensic Science International, 163(3), 231–235. Studio scientifico.
- Forensic palynology and the search for geolocation: Factors for analysis and the Baby Doe case (2019). Forensic Science International, 302, 109903. Studio scientifico.
- Ezegbogu M.O. (2021), Identifying the scene of a crime through pollen analysis. Science & Justice, 61(3), 205–213. Revisione scientifica.