La criminalità informatica rappresenta oggi una delle principali sfide per la sicurezza nel XXI secolo. La crescita costante degli attacchi informatici, favorita dalla digitalizzazione diffusa di servizi, imprese e relazioni sociali, ha reso il cybercrime un fenomeno strutturale e in continua evoluzione. Comprendere chi siano i criminali informatici, come operano e quali motivazioni li guidano è diventato un obiettivo centrale non solo per le forze dell’ordine, ma anche per il mondo della ricerca e per i professionisti della sicurezza.

Cos’è la criminalità informatica

Un primo passaggio fondamentale riguarda la definizione stessa di crimine informatico. Il riferimento adottato è quello fornito dalla Commissione Europea, che definisce i cybercrimini come atti criminali commessi tramite reti di comunicazione elettronica, sistemi informatici o contro tali sistemi. Questa definizione ampia consente di includere una vasta gamma di condotte illecite, come hacking, frodi online, ingegneria sociale, attacchi denial of service (DoS), molestie digitali e altre forme di criminalità che si sviluppano nello spazio virtuale.

Le risposte istituzionali al cybercrime

Nel corso degli anni, governi, industria e mondo accademico hanno messo in campo numerose iniziative per contrastare la criminalità informatica. I governi hanno agito soprattutto attraverso interventi normativi e il rafforzamento delle capacità investigative delle forze dell’ordine, anche mediante la creazione di task force specializzate coordinate da organismi sovranazionali come Europol.
Il settore privato ha invece concentrato i propri sforzi sullo sviluppo di politiche di sicurezza, procedure operative e soluzioni tecnologiche avanzate. Parallelamente, il mondo accademico ha contribuito con ricerche provenienti da ambiti disciplinari diversi, tra cui informatica, criminologia, psicologia e scienze sociali.

Il limite attuale: conoscere i criminali informatici

Nonostante questi sforzi, un aspetto risulta ancora relativamente poco esplorato: la comprensione approfondita dei criminali informatici stessi. In particolare, la profilazione dei cybercriminali rappresenta un’area di ricerca ancora in fase di sviluppo.
La profilazione criminale è uno strumento utilizzato da decenni nelle indagini tradizionali e consente di individuare tratti comportamentali, caratteristiche di personalità, variabili demografiche e schemi ricorrenti legati al crimine. Trasferire queste metodologie nel contesto digitale potrebbe offrire importanti vantaggi investigativi, aiutando a comprendere meglio chi commette reati informatici, con quali modalità e per quali motivazioni.

L’obiettivo della revisione sistematica

Proprio con questo intento, l’articolo analizzato si propone di esaminare lo stato dell’arte della ricerca accademica sulla profilazione dei criminali informatici attraverso una revisione sistematica della letteratura scientifica. L’obiettivo è quello di mappare i principali contributi esistenti, individuare approcci ricorrenti e mettere in evidenza eventuali lacune nella ricerca.

Metodo di ricerca e protocollo PRISMA

La revisione è stata condotta seguendo il protocollo PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses), che garantisce un approccio strutturato, trasparente e rigoroso nella selezione degli studi.
Gli autori hanno stabilito criteri di inclusione precisi: gli articoli dovevano essere pubblicati in lingua inglese e affrontare temi legati alla comprensione, caratterizzazione o profilazione dei criminali informatici. La ricerca è stata effettuata su importanti database accademici, tra cui Scopus, Web of Science, IEEE, ACM e Springer, seguendo un processo articolato di selezione ed estrazione dei dati.

I risultati della selezione

A fronte di migliaia di articoli inizialmente individuati, solo 39 studi hanno soddisfatto pienamente i criteri di inclusione. Questi lavori offrono una panoramica significativa sull’evoluzione della ricerca in questo ambito.
L’analisi evidenzia come la maggior parte degli studi provenga da Paesi come Stati Uniti, Regno Unito e Paesi Bassi, e come le pubblicazioni siano prevalentemente articoli su riviste scientifiche, piuttosto che contributi presentati in conferenze o capitoli di libri.

Tipologie di criminali informatici analizzati

Un’attenzione particolare è dedicata alle tipologie di cybercriminali oggetto di studio. Molti lavori si concentrano sugli hacker, distinguendo tra white hat, black hat e hacktivisti, soprattutto in base a motivazioni ed etica.
Altri studi analizzano truffatori online, gruppi criminali organizzati, reti di phishing e soggetti attivi nel dark web, ad esempio nei forum di carding. Tuttavia, emerge come numerosi contributi adottino un approccio generalista, senza focalizzarsi su categorie specifiche, limitandosi a osservare fattori comuni come livello di istruzione, modalità operative e dinamiche di collaborazione.

Approcci alla profilazione dei criminali informatici

La letteratura esaminata mostra una pluralità di approcci alla profilazione dei criminali informatici. Tra questi figurano l’analisi di casi di studio, le interviste a criminali e operatori delle forze dell’ordine, l’analisi comportamentale, la profilazione psicologica e geografica, l’analisi linguistica dei contenuti online e l’utilizzo di modelli induttivi e deduttivi.
In particolare, l’approccio deduttivo risulta il più utilizzato, poiché si adatta meglio a studi basati su singoli casi, considerata la difficoltà di accedere a grandi quantità di dati affidabili. Alcuni studi propongono modelli integrati che combinano più metodologie, ma tali esempi restano ancora limitati.

Limiti della ricerca e prospettive future

Nella parte conclusiva, l’articolo mette in luce i principali limiti della ricerca attuale. Molti studi si basano su dati ridotti o su ricerche derivate da altri ambiti disciplinari, a causa delle difficoltà di accesso a informazioni dirette sui criminali informatici. Questo rappresenta un ostacolo rilevante allo sviluppo di profili accurati, soprattutto sotto il profilo psicologico e motivazionale.
Gli autori sottolineano quindi la necessità di rafforzare la collaborazione tra mondo accademico e forze dell’ordine, al fine di garantire un accesso ai dati che sia sicuro, etico e utile alla ricerca.

Conclusioni

Comprendere il profilo dei criminali informatici è un elemento chiave per migliorare la prevenzione e il contrasto del cybercrime. Sebbene siano stati compiuti importanti progressi, la profilazione dei cybercriminali rimane un campo in evoluzione, che richiede ulteriori studi approfonditi e un approccio interdisciplinare. Solo attraverso una conoscenza più solida degli aspetti psicologici, comportamentali e motivazionali sarà possibile sviluppare strategie investigative e preventive realmente efficaci.

Riferimenti bibliografici

Autori
Kassim, Sharifah & Li, Shujun & Arief, Budi.
Anno
2023
Titolo originale
The Use of Public Data and Free Tools in National CSIRTs' Operational Practices: A Systematic Literature Review
DOI
https://doi.org/10.48550/arXiv.2306.07988