Questo approfondimento prende spunto dal libro Scena del crimine. Storie di delitti efferati e di investigazioni scientifiche di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi. Viene analizzato il ruolo dei veleni e delle droghe nelle indagini forensi, attraverso l’esame di casi emblematici e l’evoluzione delle tecniche tossicologiche nell’ambito della scienza forense.
La scienza dei veleni e droghe nelle indagini forensi
La tossicologia è la scienza che studia gli effetti nocivi delle sostanze chimiche. Un esempio famoso è quello di Elvis Presley, morto nel 1977. Inizialmente attribuita a un’aritmia, la sua morte è poi legata a un abuso di farmaci da prescrizione, una condizione nota come farmacofagia.
Uno dei primi a studiare i veleni fu Herman Boerhaave, che usava il riscaldamento delle sostanze per identificare l’odore dei composti tossici. Tuttavia, un vero punto di svolta fu il processo del 1752 contro Mary Blandy, che avvelenò il padre con arsenico. La condanna si basò sia sulle testimonianze sia sull’analisi degli organi interni, ben conservati — un segno tipico dell’avvelenamento da arsenico.
Il padre della tossicologia moderna è Mathieu Joseph Bonaventure Orfila, autore di un trattato fondamentale pubblicato nel 1813. Il suo nome è legato al caso di Marie Lafarge, accusata di aver avvelenato il marito. Il test di Marsh, applicato agli organi, confermò la presenza di arsenico.
Oggi, la tossicologia forense si applica a:
- Analisi post mortem per identificare sostanze tossiche
- Rilevamento di droghe nei fluidi biologici
- Investigazione nel traffico di stupefacenti
Droghe e il sistema nervoso nelle indagini criminologiche
Le sostanze d’abuso che agiscono sul sistema nervoso centrale si dividono in:
- Narcotici (morfina, eroina, codeina)
- Sedativi (barbiturici, alcol)
- Stimolanti (cocaina, anfetamine)
- Allucinogeni (LSD, mescalina, psilocibina)
Un esempio noto è John Belushi, morto nel 1982 per overdose da “speedball”, una combinazione letale di cocaina ed eroina.
Il crimine nei farmaci: i Tylenol Murders
Nel 1982 a Chicago, diverse persone morirono dopo aver assunto capsule di Tylenol contaminate con cianuro. L’ipotesi più accreditata è che un criminale abbia manomesso le confezioni restituendole poi alle farmacie. L’autore non è mai stato identificato. Questo caso ha segnato profondamente il mondo della sicurezza farmaceutica.
I veleni più letali e i loro effetti
1 – Irritanti
- Acidi e basi minerali (acido solforico, ammoniaca)
- Acidi organici (acido ossalico, acido idrocianidrico)
2 – Metalli pesanti
- Arsenico, piombo, tallio, mercurio
3 – Veleni vegetali
- Belladonna (paralisi del cuore e respiro)
- Aconito (paralisi e arresto cardiaco)
4 – Gas tossici
- Monossido di carbonio, fosgene
5 – Intossicanti alimentari
- Batterici (Salmonella, botulino)
- Non batterici (Amanita phalloides)
Il cianuro, composto altamente tossico, agisce rapidamente ed è protagonista in diversi casi criminali, tra cui l’omicidio di Francesca Moretti a Roma nel 2000.
Tossicologia forense: metodi e strumenti
Durante l’analisi della scena del crimine, l’investigatore individua e raccoglie ogni sostanza sospetta per l’esame in laboratorio. L’indagine tossicologica segue due fasi:
- Test di screening (immunologici, cromatografia, spettrofotometria UV)
- Analisi di conferma (gascromatografia, spettrometria di massa, spettrometria di assorbimento atomico)
Queste metodologie permettono di accertare la presenza di sostanze tossiche e determinarne l’origine, giocando un ruolo essenziale nella risoluzione di casi complessi.
Conclusioni sull’importanza dei veleni nelle indagini forensi
La conoscenza della tossicologia e dei veleni è un pilastro fondamentale nelle indagini forensi. Le sostanze che una volta sfuggivano al controllo oggi possono essere identificate con precisione scientifica, aiutando investigatori e autorità a far luce anche sui casi più oscuri.